AnatoMY con Sovrappensiero per OniricaLab: I risultati

Dal 25 al 29 gennaio OniricaLab con i designer di Sovrappensiero Design Studio, Lorenzo De Rosa e Ernesto Iadevaia, ha condotto il workshop AnatoMY.

Un’ampia riflessione sul corpo e sul rapporto tra forma umana e corporeità proiettata in uno scenario in cui la percezione di noi stessi, le emozioni e la nostra storia si sintetizzano in prodotti fisici, installazioni, fotografie, interventi sul corpo. Progettare e sperimentare si traducono in fare.

Le opere prodotte dal workshop rappresentano un possibile scenario e una riflessione personale, il corpo umano, nella sua interezza fisica, è indagato non soltanto come potenziale oggetto di studio scientifico ma in quanto veicolo di comunicazione primaria:

Elena Piccolboni | Terapie di coppia

 

Attraverso tre posizioni vincolate da protesi il progetto interviene drasticamente sui problemi di coppia: la dipendenza l’uno dall’altro, l’indifferenza reciproca nel rapporto egoista, per raggiungere in fine la situazione sentimentale di totale equilibrio e armonia della coppia.

Ugo Villa | Cucinare da Dio

Il progetto vuole ribaltare la normale visione antropocentrica del mondo facendo un passo indietro e ponendo il focus sugli elementi che compongono l’uomo. Allo stesso tempo ricorda come nonostante ogni essere umano sia fatto con la stessa ricetta, sia intrinseca in lui la necessaria ricerca di differenziazione.

Ana Blagojevic | Senza Sensi

Cosa accadrebbe se potessimo interagire con un solo senso per volta? I tappi per le orecchie, la maschera per gli occhi, una molletta per l’olfatto, un bastoncino per la bocca e un laccio per legare le mani isolano i nostri sensi lasciandone libero solo uno per volta. Il progetto crea un esperienza nuova e intensifica la relazione tra due soggetti creando un linguaggio comune med-i ante l’uso di un’unica percezione, amplificandola.

Flavia Testi | Punto d’osservazione

Progetto profondamente introspettivo che indaga sull’intima necessità di estraniarsi per uscire da una condizione di spettatore attivo e diventare semplice osservatore e assorbire così in profondo tutte le sensazioni dell’ambiente.

Ilaria Giordano | I own you

Il progetto racconta la fobia o il bisogno estremo di possedere qualcuno, tanto da arrivare a rubare e poi custodire come gioielli preziosi, alcuni frammenti di corporeità in grado di azzerare la distanza fsica e creare un contatto che coinvolge i sensi dell’olfatto, del gusto e del tatto.

Rossella Zarabara | Scar Treasures

Il progetto indaga il rapporto tra l’uomo e le anomalie del proprio corpo, spesso celate agli occhi degli altri. Il “difetto” fisico fa parte dell’identità di una persona, racconta una storia e va portato addosso come un gioiello, un prezioso cimelio di un’ esperienza passata.

Martina Alice | Ferrara Tears Tester

Le lacrime possono contenere una diversa concentrazione di ormoni a seconda delle situazioni in cui sono generate. Come una cartina tornasole il fazzoletto restituisce un colore diverso a seconda della composizione della lacrima. Ad ogni colore potrà essere associato un ricordo o un’emozione.

Serena Gonzato | Reali Emozioni

Il progetto racconta un ipotetico futuro in cui l’individuo, alienato dal mondo virtuale, è incapace di esprimere naturalmente le proprie emozioni. Una serie di protesi facciali obbligano la persona che le indossa a comunicare il suo stato d’animo.

In 5 giorni makers e progettisti provenienti da diversi background: architetti, designer, studenti di arte e moda hanno sperimentato, progettato e prodotto nuove soluzioni espressive. Il corpo è stato trasformato, smembrato, elaborato per generare un processo che, volutamente distante dall’approccio accademico, opera uno spostamento del punto di vista e la formulazione di un pensiero laterale su argomenti spesso celati. Un lavoro eterogeneo e originale su un tema antico come la storia dell’uomo.

Abbiamo scelto volutamente una materia a cui siamo imprescindibilmente tutti legati e così ampia per dare la possibilità ad ognuno di seguire un percorso personale, per sintetizzarlo poi in un linguaggio universale”. Sovrappensiero Design Studio